Resoconto PhpDay 2008

Maggio 25th, 2008

A Rimini è appena finito il PhpDay. Evento gratuito organizzato dal Grusp (di cui sono fresco socio proprio apprezzando il suo impegno) che è stato un successo (come organizzazione e qualità) ma anche un fallimento (come partecipazione).

Certo di sviluppatori Php in Italia teoricamente ce ne sarebbero migliaia. Però al Workshop su Sviluppo Agile ed Extreme Programming di Jacopo Romei e Francesco Trecchia ne ho contati poco più di trenta mentre alla presentazione di Symfony 1.1 fatta dal suo creatore ce ne erano circa sessanta.

Non credo affatto che gli argomenti trattati non fossero interessanti per gli addetti ai lavori. Tanti tra i cosidetti professionisti (con il beneficio di riconsiderare la professionalità degli operatori del web come suggerito da Simone Carletti nel suo blog e su html.it: Non lo faccio perché ci vuole tempo… ma lo so fare!)  che utilizzano Php per “creare” business o hanno ignorato completamente l’evento o lo hanno reputato non interessante al punto da sacrificare 1 o 2 giornate lavorative con il conseguente mancato guadagno.

Ci risiamo. Argomento trito e ritrito. La formazione in Italia è considerata un costo. Non una opportunità. E nemmeno la formazione gratuita come quella del PhpDay viene valutata come una opportunità.  Conoscere nuove tecniche, confrontarsi con altri sviluppatori, affrontare i problemi di tutti i giorni da punti di vista differenti con tecniche e tecnologie differenti, sentire semplicemente cosa bolle in pentola, cosa si dice in giro e verso quali strade si muovono gli sviluppatori in Italia è per le aziende e, cosa grave, per gli sviluppatori stessi quasi una perdita di tempo.

Peccato perchè questi pseudo-professionisti hanno perso una buona occasione di formazione o semplicemente di confronto. Ma è questo il mercato italiano. Inutile lamentarsi.

Tornando all’interessantissimo PhpDay i miei complimenti vanno in particolare a Francesco Trecchia e Jacopo Romei. Due bravi “ragazzi” che con entusiasmo e competenza hanno guidato un workshop molto coinvolgente che probabilmente per volontà di tutti sarebbe potuto durare anche fino a notte fonda.

Non meno interessanti alcuni talk del venerdi, tra cui quello di Daniele Teti su i Design Pattern e quello di Simone Carletti su Zend Framework.

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Religione

Aprile 26th, 2008

Io non sono religioso ma amo la religione come dottrina filosofica. Tutte le religioni. Quando la religione diventa filosofia, gira intorno ad un interrogativo, allora io amo la religione. Quando la religione si trasforma in politica, diventa uno strumento di potere, diventa un’affermazione, allora io odio la religione. Credo che questa “affermazione” sia una prigione. Questo in generale, non solo la religione. Nella cultura ebraica si dice che migliore risposta è sempre una domanda. Perché la domanda ci lascia liberi mentre la risposta ci imprigiona.

Radu Mihaileanu, regista di Train De Vie, dove lo scemo del villaggio dice:

“Dio creò l’uomo a sua immagine..ehhmm..è bello…Gloyme a immagine di Dio; ma chi l’ha scritta questa frase nell’Atorah? L’uomo!Non dio…l’uomo l’ha scritta senza modestia paragonandosi a Dio.Dio forse ha creato l’uomo ma l’uomo, l’uomo, il figlio di Dio, ha creato Dio solo per inventare se stesso.L’uomo ha scritto la Bibbia per paura di essere dimenticato infischiandosene di Dio.
Rabbino, noi non amiamo e non preghiamo Dio ma lo supplichiamo…lo supplichiamo perchè ci aiuti a tirare avanti.Cosa ci importa di Dio per come è?Ci preoccupiamo solo di noi stessi.Allora la questione non è solo sapere se Dio esiste ma se noi esistiamo.

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La profezia Nintendo

Aprile 19th, 2008

«I videogiochi non influenzano i bambini. Voglio dire, se Pac-man avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva» (Kristian Wilson, Nintendo Inc, 1989).

Fa sempre bene ricordarla

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Vince il motto sinistro: “pochi ma buoni”

Aprile 15th, 2008

Profonda autocritica da parte della base della Sinistra Arcobaleno. I vertici (in gran parte) continuano a dar la colpa a Veltroni e al voto utile, alle televisioni e a Prodi (passando per la mancanza della falce e martello)

In fondo il “compagno” medio vive con la sensazione di essere un pò più informato, un pò piu acculturato, molto meno incline alle mode di turno e così via.

In altre parole ritiene di avere una intelligenza sopra la media che lo porta a considerare i fatti in maniera diversa dalle persone comuni e a scoprire dietrologie e scenari che gli “altri” non potrebbero capire.

Essere in troppi iniziava a dar fastidio ai piu. E così si spiegano gli ormai 3 partiti a sinistra della cosidetta “sinistra radicale”.

In fondo i più sono “incazzati” ma si consolano con il vecchio motto “meglio pochi ma buoni”.

Nell’affrontare il problema del crollo della sinistra non si può non considerare quanto la base sia diversa da chi dovrebbe rappresentarla.

Va quindi dato atto agli elettori ideologicamente vicini alla “Sinistra Arcobaleno” il coraggio di aver voltato le spalle alla propria ideologia, a quello che doveva essere il “proprio” partito soprattutto per punire una classe dirigente che non è stata “nè carne nè pesce”.

Gli elettori hanno dimostrato di saper fare autocritica anche a costo di rimanere fuori dal parlamento.

La dirigenza questa autocritica non ha ancora iniziato a farla. La dirigenza non ha ancora capito che questa è una bocciatura sia per la propria autoreferenzialità sia per l’incapacità dimostrata una volta al governo di far fede alle aspettative dei propri elettori.

E quindi credono che rimettere la falce e martello e la dicitura “comunista” possa risolvere tutti i mali. Facciano qualcosa davvero di sinistra e gli elettori li seguiranno altrimenti continueranno ad essere “pochi ma buoni”. Contenti loro, contenti tutti.

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Astinenza da Sondaggi ? Berlusconi al 62 %

Aprile 7th, 2008

Se fate parte del popolo della rete afflitto dalla grave sindrome di astinenza da sondaggi politici-elettorali un buon paliativo è BuzzPolitico.

Ecco i dati aggiornati alle 16:43 delle citazioni dei politici italiani in oltre 17.000 fonti tra blog, siti e forum :

62.88 %

-0.70 %

46.53 %

+3.73 %

12.18 %

-0.60 %

11.91 %

+1.44 %

6.64 %

+4.34 %

3.32 %

-3.60 %

Sul sito troverete tanti altri grafici interessanti. Ad esempio se Berlusconi batte Veltroni il Partito Democratico quasi doppia come citazioni il Popolo delle Libertà.

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L’Italia non è un paese per campagne elettorali

Aprile 3rd, 2008

Ma davvero questa è la campagna elettorale più brutta che si ricordi ?

Vi dimostro in 10 punti che poi tanto male non è.

1. Possiamo scegliere tra 12 candidati premier (si divertiranno soprattutto i comunisti che potranno scegliere tra D’Angeli, Ferrando e Bertinotti ma anche i neofascisti con una scelta difficile tra Fiore e Santanche)

2. Orfani della DC ? No problem. Quantitavimente tra la Nuova DC di Rotondi e le DC autentiche di Sandri e Pizza passando per l (U)DC di Casini siamo ad un buon numero. Ma quel che conta è il potere che potrebbe tornare nel caso di un rinvio delle elezioni. Già vedo i titoloni: “Torna la Dc: Elezioni rinviate” “Bufera nella politica italiana: Sondaggio Ipr: la Dc al 24 % ”

3. In televisione si assiste ogni giorno a duelli come Rabellino - Montanari (mica pizza e fichi) o Ferrando - De Luca per arrivare al big match di domani Fiore - Santanche.

4. La trans Maurizia Paradiso ha provato a baciare Bossi (in cambio di una raccomandazione per l’Isola dei Famosi o qualsiasi altra cosa che la sistemi)

5. Alitalia. I sindacati e Berlusconi stanno facendo di tutto per farla fallire. Ma ora viene il bello. Via Air France si aspetta la fantomatica cordata (sperando che non sia Stato Italiano 99 % - altri imprenditori 1 %)

6. Berlusconi e le sue gaffe come l’invito ai precari di sposare i suoi figli.

7. Veltroni e il suo “ma anche”. Per uno stato laico ma anche con una serena e pacifica ingerenza.

8. Vedere Casini-Berlusconi e Veltroni-Bertinotti che fanno cani e gatti prima delle elezioni salvo poi accassarsi dopo le elezioni per il bene del paese.

9. Il Porcellum. Che tanto male non è. E’ un sistema studiato a tavolino per rendere ingovernabile il paese soprattutto al Senato. Io spero in un pareggio così da vedere in opera il punto 8.

10. I sondaggi e gli exit-poll a patto che siano divertenti come quelli Nexus del 2006.

Beh se questi sono i motivi davvero questo non è un paese per campagne elettorali. O forse non è un paese per la politica.

Elezioni, Tribuna Politica